LiberaMENTE in GIOCO – conferenza alla “Festa del gioco non tecnologico – Play.Vi 2017”

Posted on Ago 24, 2017 in Articoli, Conferenze
LiberaMENTE in GIOCO – conferenza alla “Festa del gioco non tecnologico – Play.Vi 2017”

10 settembre ore 18.00
corso fogazzaro 254 a Vicenza – sala conferenze Carmini

Maria Pia Sala sarà felice di condividere alcune riflessioni sul valore del gioco spontaneo; un valore che sembra scontato ma che forse non lo è. I bambini oggi hanno sufficienti tempi e spazi per dedicarsi al gioco in autonomia, senza che un adulto organizzi e gestisca ogni minuto? Cosa fare per favorire il gioco nel più alto valore del suo significato? La conferenza è in programma alla “Festa del gioco non tecnologico – Play.VI 2017” che si terrà l’8, il 9 e il 10 settembre in Corso Fogazzaro a Vicenza, aperta a grandi e piccini.

Anticipiamo di seguito alcune riflessioni.

Sembra scontato che i bambini giochino, ma alcuni pedagogisti, tra cui Peter Gray, sostengono che molti bambini al giorno d’oggi non sanno più giocare perché hanno pochi spazi e tempi per potersi gestire in autonomia: aderiscono a mille attività extra-scolastiche dove un adulto organizza ogni minuto. A loro parere questo non permette al bambino di sviluppare al meglio le sue potenzialità fisiche, mentali e di relazione.

A loro parere questo si riflette in modo negativo sullo sviluppo del bambino. Perché i bambini giocano? André Stern dice “Il gioco è il respiro dei bambini: metti un bambino in una stanza vuota e lui troverà il modo di giocare” (leggi l’intervista su Repubblica). Ma permettiamo sempre ai bambini di coltivare la capacità umana di giocare, di immaginare e di entusiasmarsi o senza accorgercene spesso interferiamo?  La mancanza del gioco spontaneo nell’infanzia come si riflette sulla vita futura del bambino? E perché anche gli adulti dovrebbero giocare?

Se chiedessimo ad una persona di ricordare un momento felice della propria infanzia, nella maggior parte dei casi le verrebbe in mente un episodio in cui stava giocando, magari all’aria aperta e senza un adulto presente. Questo perché lo stato mentale del gioco libero è uno stato naturale che permette di vivere intensamente un’esperienza, radicare in profondità le emozioni e vivere il momento senza preoccuparsi del passato e del futuro.

Molto spesso, crescendo, si perde tale stato mentale perché ogni nostra azione è sottoposta continuamente all’attenzione degli altri, quasi sempre adulti che, pur con tutte le migliori intenzioni, valutano, giudicano, etichettano e incasellano ogni cosa. Ecco, dunque, che la nostra libertà profonda e il nostro essere intimo vengono continuamente ostacolati dai condizionamenti e in particolare dalla paura: timore di sbagliare, di non essere all’altezza, di deludere qualcuno, di non essere capace, di non essere adeguati, di non riuscire.

Coltivare invece uno stato mentale libero da questi ostacoli, porta ad agire con entusiasmo, passione e intensità, e cioè a giocare.

Purtroppo l’atto del “giocare”, quale capacità mentale appartenente ad ogni età, sta perdendo sempre più il suo valore e, se ai bambini si concede di giocare quando hanno finito i compiti, se sono stati bravi o se avanza tempo, per gli adulti il gioco ha un’accezione quasi sempre negativa, che richiama all’immaturità o alla perdita di tempo.

Moltissimi studi dimostrano invece che il gioco è parte integrante della vita dei bambini, è  il modo più importante ed efficace per apprendere, è il modo per imparare ciò che è necessario per sopravvivere, come accade in tutti i cuccioli dei mammiferi. Se un bambino sa giocare, da adulto sarà in grado di affrontare la vita con fiducia, sicurezza e autonomia. È dimostrato, infatti, come anche per l’adulto lo stato mentale del gioco sia determinante, perché rappresenta la propensione che permette di sperimentare, scoprire, rinnovarsi e prendere in mano la propria vita.

Coltivare ad ogni età la capacità mentale di giocare, significa quindi mantenere viva l’opportunità di essere protagonisti della propria vita ogni giorno, in ogni scelta e in ogni azione. La mente che sa giocare vive con intensità, curiosità, passione ed entusiasmo.

Maria Pia Sala

Leggi anche: “Il bambino felice è amico della noia” e “Il gioco del dipingere”

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