Se, come vuole la società, qualche etichetta bisogna averla, sono Maria Pia Sala, architetto, servente del Gioco del Dipingere ed educatrice (intesa come “colei che realizza un’azione educativa contribuendo alla crescita umana della persona”).

Amo stare con i bambini e osservare il loro entusiasmo, la loro curiosità, le loro infinite potenzialità e la loro saggezza. La formazione artistica, la laurea in architettura e la specializzazione nella progettazione partecipata mi hanno permesso di lavorare per quasi vent’anni con insegnanti e bambini di asili nido, scuole dell’infanzia e primarie, in relazione a progetti educativi che mettevano al centro il bambino e le sue esigenze (in qualità di consulente dell’Assessorato all’Istruzione del Comune di Vicenza e dell’Associazione Artigiani per il progetto “Dire, Fare e Pensare”).

Nel 2007, durante un viaggio in India, ho incontrato Arno Stern e il figlio André; parlavano di Traccia naturale e di Ecologia dell’Infanzia. Le loro parole mi hanno incuriosito ed entusiasmato e ho deciso di frequentare il corso di iniziazione alla pratica del Closlieu che Stern proponeva. Man mano che parlava e che le immagini del Closlieu e della Traccia naturale scorrevano sotto i miei occhi, ho capito che Stern, i suoi studi, il suo Closlieu, e il suo approccio educativo fondato sull’apprendimento spontaneo e il gioco libero, traducevano in concreto anni di mie riflessioni sulle modalità di relazionarsi con i più piccoli. Ho rafforzato in me l’idea che con i bambini non si può applicare un metodo uguale per tutti (Stern nel Closlieu non parla mai di metodo) perché ogni bambino è unico e la relazione deve essere altrettanto unica.

Nel 2010 ho aperto a Vicenza L’Atelier della Traccia, secondo il Closlieu. Nell’ottobre del 2015, dopo 5 anni di attività con molti bambini senza età dai 2 ai 60 anni, ho voluto partecipare per la seconda volta al corso di formazione tenuto da Stern, questa volta a Mendrisio, per approfondire le tematiche con occhi più consapevoli. Ascoltarlo è un valore aggiunto che mi spinge ogni anno a partecipare almeno ad una giornata al corso.

Da anni svolgo ricerca in campo educativo in particolare sull’importanza del gioco spontaneo e su una relazione adulto-bambino, basata sulla fiducia nelle capacità del bambino, sull’osservazione e sull’ascolto.

L’esperienza negli anni, la formazione personale e l’approfondimento attraverso seminari e conferenze, mi hanno confermato come spesso la società e il sistema non permettano al bambino di crescere secondo la sua naturale evoluzione, ma impongono metodi e modalità che spesso non gli appartengono. Dal 2012 ho iniziato così a tenere conferenze e seminari per divulgare le scoperte di Arno Stern, per stimolare nuove riflessioni su un approccio educativo più rispettoso dei tempi naturali del bambino e sul valore del gioco spontaneo.